Cahier n°17

Strano destino quello dell’ape, venuta sulla terra per assicurare la riproduzione delle piante da fiore e perpetuare la sopravvivenza di molte specie.

Con la sua sete di trasmettere, l’uomo, a seconda dei casi talvolta predatore o protettore ha, nellasua ambivalenza, raccontato fin dalla notte dei tempi, le relazioni molto particolari che ha legato con questo insetto tanto sociale quanto indipendente.

Di secolo in secolo, da rappresentazioni rupestri in testi scritti e reperti talvolta molto antichi, si è formata una straordinaria catena del sapere; memoria della storia che unisce l’uomo e l’ape.Ancora oggi, le moderne tecnologie permettono, giorno dopo giorno, di confermare, completare, approfondire e diffondere queste conoscenze.

Questo nuovo numero dei «Cahiers d’Apistoria» vuole essere, come i precedenti, uno degli anelli di questa catena.

Un ritorno negli archivi dell’associazione vi propone innanzitutto, di riscoprire, in parte, il ricco patrimonio edificato del dipartimento del Var. (Sessione di Apistoria dell’ottobre 2019, La Roquebrussanne 83-France).

Per la loro diversità, gli argomenti trattati in copie di atti, piuttosto scientifici per alcuni, più aneddotici per altri, si rendono disponibili ai lettori.

Infine, potrete «bottinare» due piccoli testi, estratti rispettivamente dal Bollettino della Società Centrale d’Apicoltura e dal Bollettino della Società Romanda d’Apicoltura.

Apistoria vi augura una buona lettura!

Alla riscoperta del Var

Premessa : Ricordando gli apiari in muratura del sud della Francia, Jean-Marie Jeanton Lamarche, allora Bibliotecario-Archivista presso la Società Centrale di Apicoltura, scriveva:

«Alcuni di questi vecchi reperti, anelli di grande interesse nella lunga serie di costruzioni che, dal tronco d’albero e dalla ceramica primitiva hanno condotto dopo taate variazioni e tentativi all’arnia moderna. Oltre alla salvaguardia del patrimonio etnologico proprio della regione, è importante preservare dall’oblio una delle molteplici componenti della memoria dell’ape. »

Il clima mediterraneo caratterizzato da temperature miti del dipartimento del Var è sempre stato favorevole all’attività apicola. Anche la presenza di numerose abbazie ha favorito l’allevamento delle api per le esigenze di culto. I recinti in pietra secca, costruiti sulle pendici della montagna erano tipici della zona. I boschi di querce da sughero fornivano la materia prima per costruire i bugni villici che venivano disposti su muretti. Esisteva dunque un ricco patrimonio costruito, come testimoniano i documenti d’archivio e i resti ancora oggi visibili.

Il dipartimento del Var era già stato ampiamente esplorato da coloro che, in seguito, hanno dato vita ad Apistoria. La consultazione dei nostri archivi ci ha permesso, in un primo tempo, di fare il riepilogo dei siti già censiti dalla nostra associazione. Nel 2019 per proseguire tale attività, la nostra associazione si è prefissa l’obiettivo di ritrovare il maggior numero di questi siti. Se alcuni di questi sono stati perfettamente recuperati con il restauro, per altri, purtroppo, il tempo aveva già eseguito la sua opera.

Louis-François Canolle, Manuale del proprietario di api e l’apiaro sperimentale

Sintesi: L’epoca napoleonica segna l’inizio dell’apicoltura moderna. I corsi di apicoltura tenuti a Parigi da Charles-Pierre Lombard, apicoltore e membro della Société royale et centrale d’agriculture , nascono nei primi anni della Restaurazione.

Per rinnovare un’apicoltura caduta in disuso a causa dell’avvento delle produzioni saccarifere, i prefetti di ciascun dipartimento francese, inviano un rappresentante a seguire il corso affinché

lo possano replicare a loro volta. Su richiesta del signor Prefetto del Var e allo scopo di sviluppare l’apicoltura nel dipartimento , Louis-François Canolle, allora sindaco di Roquebrussanne, seguirà nel 1822 i corsi del Sig. Lombard.

Al suo ritorno, riporterà, in una memoria dettagliata, ciò che gli è stato insegnato. Per soddisfare i desideri del Signor Prefetto e su richiesta degli apicoltori locali, li pubblicherà, nel 1829, Sil « Manuel du propriétaire d’Abeilles, d’après une nouvelle méthode, rédigé en forme de dictionnaire » e costruirà il suo «apiario sperimentale»; ciò gli consentirà di essere ammesso come membro associato della Société des Sciences, Belles-Lettres et Arts du Var.

Viaggio dell’alveare intorno ai Pirenei

Sintesi: Intorno alla catena dei Pirenei, il substrato indigeno dell’età del bronzo è stato infl uenzato dalla civiltà degli Iberi a sud e ad est, da quella dei Celti ad ovest, dai Cartaginesi e dai Greci con gli empori commerciali lungo la costa mediterranea. Mentre l’arnia primitiva in tronco d’albero cavo si manteneva in Linguadoca e in Catalogna, l’arnia in vimini dei Celti si diff ondeva nei Paesi Baschi e in Aragona dove era anche presente l’arnia orizzontale dei Greci e dei Cartaginesi. Queste sono state utilizzate sino alla fi ne del XX secolo.

Il miele di Eivissa

Sintesi: « Això és mel », (È miele!). Questa espressione catalana è perfetta per caratterizzare quest’opera al momento di girare l’ultima pagina.

Come non concordare con il desiderio di Vicent Marí: « questo libro sia come un aperitivo al quale ognuno potrà partecipare prendendovi piacere». Senza dubbio ha avuto un grandepiacere a presentare questa ricca cultura in cui vengono affrontati toponimi, proverbi, medicina popolare, letteratura, gastronomia, tanti testimoni che vanno oltre l’ambito di Ibiza, ma non trascura neppure l’importanza delle api nel mondo e si preoccupa delle varie minacce che a loro/noi ci riserva il futuro. Come non preoccuparsi!

Alveari a Ibiza e Souvenir apicoli di Ibiza

Alveari a Ibiza

Sintesi: Alcuni anni fa, in occasione della tenuta dell’Assemblea Generale d’Apistoria, l’autore aveva presentato una serie di fotografie che ritraggono l’apicoltura come si praticava in passato nella regione delle Baleari e più in particolare a Ibiza. Questa conferenza all’epoca non venne pubblicata poiché si presentava priva di un commento scritto. Ora vi proponiamo di scoprire questi alveari così particolari utilizzati un tempo a Ibiza. Praticamente si trattava di postazioni stanziali, progettate per resistere agli incendi e praticamente risultavano indistruttibili.

Souvenir apicoli di Ibiza

Sintesi: L’apicoltura nei tempi passati utilizzava oggetti che successivamente sono stati abbandonati. Alcuni di questi, un tempo utilizzati a Ibiza, sono descritti in questo testo, accompagnati da alcuni aneddoti. Una zucca localmente chiamata «carabassa beiera», veniva utilizzata per catturare gli sciami di api; si poteva anche usare la parte inferiore del «sa pitrera», un agave di origine americana. La « paella fumerà », era un affumicatore che si riempiva di «pudrilac», la fibra presente all’interno della carruba. Negli apiari di grandi dimensioni il miele veniva estratto utlizzando presse meccaniche.

Il miele di Ibiza o la lunga storia di una tradizione apicola

Sintesi: L’apicoltura a Ibiza è una pratica molto antica che è certamente iniziata 654 anni prima della nostra era con l’insediamento dei Cartaginesi. È l›immagine della sua Casera, l’alveare tradizionale così particolare che Bernardo Literas, fondatore del museo di Llubí, a Maiorca, diceva «fatta per l’eternità». Dagli anni ‘60, la crescita turistica è esplosa a Ibiza così come la domanda di prodotti locali. Il Sindacato degli Apicoltori di Ibiza ha quindi previsto un’iscrizione ad una IGP senza dubbio giustificata e che valorizzerebbe una produzione ricercata.

L’arnia a telaini delle Baleari

Sintesi: L’evoluzione che ha portato all’utilizzo di arnie con i telaini e al progressivo abbandono delle vecchie arnie senza telaini, proposte alle api quasi vuote, è stata la conseguenza di lavori di ricerca e di avanzamento condotti in varie parti del mondo e in particolare dal dottor Juan Garau Salva nelle Isole Baleari. La colmena balear, un’arnia con i telaini ben adattatata alle condizioni locali, è stata presentata, in occasione di una riunione della Diputación Provincial de Baleares nel 1949, questa veniva prodotta localmente. Fu diff usa nelle varie isole, per essere utilizzata ed eventualmente adattata alle esige.

Api e uomini avanti Cristo

Sintesi : Da millenni, gli esseri umani e le api vivono uno accanto all’altro.Questa storia è un viaggio dal Kalahari sino all’ Egitto, attraverso il Borneo. Si tratta di un viaggio attraverso i tempi antichi, a cavallo dal 9000 aC al 1000 aC.. Questo racconto di sette capitoli si legge come un fumetto.

L’apicoltura al tempo degli Iberi

Sintesi: Tra la fi ne dell’età del bronzo, verso il VI secolo a.C. e la colonizzazione romana, gli Iberi, il cui dominio si estendeva dall’Andalusia alla Bassa Linguadoca, hanno creato unacultura a se stante prendendo spunto dai Greci, dai Fenici e dai Cartaginesi. La richiesta di miele aumenta parallelamente a quella degli scambi commerciali, è tutta una specializzazione che è emersa e di cui gli archeologi trovano ancora la testimonianza principalmente nel Levante : arnie orizzontali in ceramica, lunghi coltelli che facilitano la raccolta, imbuti speciali per riempire le giare, vasi a collo stretto che servono alla conservazione di vari alimenti tra cui il miele e ancora in uso nelle cucine, nel secolo scorso.

Gli apicoltori del Gâtinais, visti da Henri Louis Hamet, negli anni 1850

Sintesi: Nel corso del XIX secolo, per un lungo periodo, gli apicoltori, detti anche detti mouchars, hanno potuto raccogliere in grande quantità sul loro vasto territorio, il famoso miele di lupinella del Gâtinais, molto apprezzato sui mercati parigini e anche oltre, in Inghilterra e in Belgio.

Per raccogliere il miele, non praticavano l’apicidio delle colonie. Tuttavia i loro metodi molto aggressivi, per ottenere una grande produzione di miele, non erano appropriati per la sopravvivenza delle colonie di api.

« Assiomi dell’apicoltore » ; estratto dal Journal des Cultiveurs d’Abeilles, mercanti di miele e di cera, S.C.A. 1863 – « A proposito del prezzo degli sciami » ; estratto dal Bollettino della Société Romande d’Apiculture, 1948

Sintesi: Nel corso del XIX secolo l’apicoltura ha eff ettivamente preso slancio. Gli apicoltori hanno presto sentito il bisogno di associarsi in società per mettere in comune le loro conoscenze e dare consigli ai novizi. E ‘ in questo periodo che vengono introdotti i primi corsi di apicoltura. In Francia la S.C.A., Société Centrale d’Apiculture, è stata fondata nel 1855 ; seguita qualche anno dopo dalla S.A.R., Società Romanda d’Apicoltura, società Svizzera creata nel 1876. Due brevi testi pubblicati nei rispettivi bollettini ci danno consigli pieni di saggezza ma anche con qualche sfumatura di umorismo.

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